Visite degli studenti di Villa Pallavicini in biblioteca: il racconto di uno degli insegnanti che li ha accompagnati.

La distanza tra Villa Pallavicini e la Biblioteca di Crescenzago sarà di 500 metri.

Con il nostro gruppo di studenti stranieri, sette o otto, abbiamo deciso di andare a piedi, anche per fare un po’ di esercizio lungo la strada: PA-NET-TE-RI-A, SE-MA-FO-RO, BAN-CA …

Sono studenti del livello 00 e avevamo appena cominciato a leggere le sillabe.

Ero vagamente preoccupato che qualcuno si perdesse durante il percorso o incappasse in una pattuglia per il controllo dei documenti. Preoccupazione del tutto infondata perché i nostri probabilmente erano abituati a superare ben altri ostacoli, deserti, mari, poliziotti libici, mafie…..

All’arrivo alla Biblioteca comunale di Crescenzago ci ha accolto una bibliotecaria con un sorridente: “Buonasera, benvenuti!”

I nostri hanno risposto egregiamente:

BUONASERA – COME STAI – IO STO BENE GRAZIE – E TU.

Visita alla Biblioteca Crescenzago degli studenti della scuola d'italiano di Villa Pallavicini

E’ iniziata la visita. Ambienti caldi, luminosi ed accoglienti, file di libri, personale che saluta, sedie, poltroncine, gente rilassata.  Lì, senza che io me ne rendessi conto, è iniziata la trasformazione. La bibliotecaria spiegava la collocazione di libri e riviste, narrativa, cinema, quotidiani, “Si possono prendere, potete sedervi  e leggere, basta rimetterli a posto …”

I nostri non capivano molto ma sorridevano.

“Chi vuole il tesserino per il prestito a domicilio deve mostrare i documenti”

Un momento di esitazione alla parola documenti ma poi il dubbio si è chiarito. Si sono messi in fila al banco mentre un’altra signorina li invitava:  “Buonasera, venga, prego”

BUONASERA – IO MI CHIAMO … – IO VENGO DA …

Poi chi scopre dei libri bilingue arabo italiano, chi prende libri di racconti con CD per i nipotini, chi si siede e sfoglia fumetti.

Dopo un paio d’ore la trasformazione è completata ed ora mi è chiara.

E’ la prima volta che vengono accolti con rispetto in un servizio pubblico e sono ben accettati. Sono felici. Sono entrati come immigrati semiclandestini malvisti ed escono da cittadini.

Un grazie al personale della biblioteca.

Ieri, dopo un paio di mesi, ho chiesto ai nostri studenti se erano ritornati.

LI-BRI,  LI-BI-O, BI-LI-O ?!  TE-CA ?!

Erano pochi, qualcuno s’è perso, qualcuno è nuovo, c’è ancora qualche difficoltà di comunicazione. Vedrò meglio più avanti.

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