GUARDANDO ALL’ALTRA RIVA: racconto della serata di musiche, poesie e testi in arabo e italiano alla Villa Pallavicini

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Davvero una bellissima serata, quella di ieri alla Villa Pallavicini, dove coccolati da una tavolata di  cibo offerto come aperitivo, con la possibilità di sorseggiare un bicchierino di ottimo tè alla menta marocchino, deliziosamente caldo e dolce, abbiamo potuto gustare la musica e apprezzare l’intensità, la profondità e la potenza dei versi e dei testi proposti. L’atmosfera accogliente e familiare della Villa ha contribuito a fare della serata un’occasione di incontro informale, mettendo subito a proprio agio anche coloro che ci venivano per la prima volta.

Sul palco Roberta Secchi del Teatro La Madrugada ha esordito presentando il poeta siriano di origine palestinese Khaled Soliman Alnassiry,  vicedirettore del mensile Al Jarida, che ha aperto la serata leggendo in arabo la sua poesia Nel volto di mio padre, poi recitata in italiano da Roberta. Leggere prima in arabo e subito dopo in italiano è stato il format applicato a tutti i testi presentati.

A seguire Abdel Hamid Shaarib dell’Istituto di Cultura Islamica di viale Jenner ci ha letto alcuni versetti dalla XIX Sura del Corano, dove si parla di Maria (l’Annunciazione, il parto ed il primo miracolo di Gesù), a testimonianza del grande rispetto che l’Islam manifesta verso queste due figure. Un intervento di notevole interesse, che ha fatto dire a qualcuno, a fine serata, che nonostante viviamo in un quartiere pieno di arabi non sappiamo nulla di loro, condannati come siamo, ogni volta che si parla di islam e moschee, a sentire sempre e solo luoghi comuni fasulli e fuorvianti.

Un approccio meno confessionale ma certo non meno efficace è venuto dall’ascolto della struggente canzone del cantautore algerino Idir Lettre à ma fille, (v. su Youtube Lettre à ma fille) il cui testo italiano è stato poi recitato dagli attori. In questa canzone un padre trova finalmente le parole per esprimere alla figlia adolescente i propri laceranti dubbi circa l’opportunità di allevarla seguendo le regole imposte dalla tradizione, alla quale peraltro si sente molto legato.

Dopo la canzone, la giovane Ben Messaoud Faouzia, di padre arabo e madre italiana, ha affrontato il tema dell’identità multiculturale proponendoci alcuni passai scelti da Il profeta di Khalil Gibran (“Il matrimonio” e “I figli”) e da L’identità di Amin Maalouf, seguita da Farò della mia anima, poesia d’amore di Gibran che una sua amica le ha recentemente pregato di leggere in occasione del suo matrimonio.

Roberta Secchi ha aggiunto alcune illuminanti considerazioni tratte da Eccessi di culture di Marco Aime, e la serata si è conclusa con la lettura di alcune poesie di Khaled Soliman Alnassiry da parte dell’autore stesso: Shatila,  Ho creduto a ogni cosa  e  Nella mattinata gioiosa in cui  mi sono svegliato,  recitate poi da Roberta nella traduzione italiana curata da Fawzi Al Delmi.

Nei gruppetti che si formavano al momento dei saluti si diceva che è bello conoscersi, ed è importante creare occasioni per avvicinarsi gli uni agli altri senza paura, ed è per questo che la Biblioteca intende portare avanti il progetto Biblioteca Vivente; ad esempio pensiamo di costituire una sezione di libri in arabo, si parla di stabilire rapporti con editori e biblioteche, e di continuare la collaborazione con la Villa Pallavicini e con gli altri partner del progetto, visti i buoni frutti ottenuti. Per ora, un sincero grazie a tutti i partecipanti e… ci rivediamo a settembre!

“Per noi il Mediterraneo è un immenso cuore che batte tra le due rive della nostra sensibilità”                                                                                                                                                                                 Malika Mokkedem  – Nata a Kenadsa, ha dovuto lasciare l’Algeria per motivi politici e religiosi e vive in Francia
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