BIBLIOTECA VIVENTE AL PARCO TROTTER

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Conclusa la terza edizione di Biblioteca Vivente a Milano: questa volta eravamo al Parco Trotter, nel padiglione Grioli che ospitava anche laboratori per bambini, spettacoli e merende. Si sono viste soprattutto famiglie con i bambini, ma non mancavano alcuni giovani e anziani abitanti della zona.

Nel corridoio di ingresso abbiamo attrezzato un bancone per l’iscrizione, la scelta dei libri da un “catalogo” e le prenotazioni, mentre le consultazioni avvenivano in un’aula adiacente. Al banco era presente anche una laureanda che ha fatto le foto ed ha somministrato questionari ai lettori.

Dovevano esserci quindici libri, ma impedimenti di varia natura hanno fatto sì che in effetti il catalogo effettivo fosse composto da 7 libri viventi:

  • Offese al fast food, Bangladesh
  • Non si affitta agli stranieri!, Italia
  • Non solo multe in via Padova, Italia
  • Non solo multe in via Padova, Italia
  • Ma che madre sei?, Ucraina
  • Io partigiano deportato e la paura del diverso, Italia
  • Dentro la moschea, Algeria

 Beh, come si dice… Pochi ma buoni! I titoli proponevano una grande varietà di tematiche e storie, offrendo al lettore l’opportunità di confrontarsi con persone vittime di stereotipi e pregiudizi. Di grande successo i due vigili urbani, ognuno dei quali si intitolava “Non solo multe in via Padova”. I vigili si sono confermati oggetto dei più vari pregiudizi, primo fra tutti quello che li vede solo come Persone che lavorano per togliere soldi ai cittadini.

Cristina si è resa disponibile a raccontare la sua storia: costretta ad espatriare per lavoro, ha lasciato due bambini piccoli in Ucraina, per poi sentirsi dire, qui in Italia, “Ma che madre sei?”.
Non è stato facile rivivere tante sofferenze, ma insieme all’amica dello Sri Lanka che ha vissuto una storia analoga, e sostenuta dall’affetto di due compagni del Comitato Stranieri della Villa Pallavicini, presenti anch’essi, si è messa generosamente a disposizione, con la speranza di aiutare tante altre ad essere comprese anziché giudicate.

C’era anche Aldo, ex partigiano deportato che ricorda i travagli subiti durante la guerra ed esprime paura di fronte al razzismo dilagante di oggi. Lorenzo, italiano abitante in via Padova, incontra spesso annunci come “Non si affitta agli stranieri”, e ha voluto condividere la sua storia di italiano che convive quotidianamente a stretto contatto con stranieri.

In tutto, abbiamo rilasciato 18 tessere e ci sono state 30 consultazioni. La discrepanza deriva dal fatto che alcuni hanno letto più di un libro, mentre famiglie intere hanno iscritto una sola persona, salvo consultare il libro tutti insieme, bambini compresi.

Non tutti sapevano cosa fosse una Biblioteca Vivente, ma chi ha chiesto ha apprezzato molto. I lettori hanno espresso viva soddisfazione per aver potuto guardare oltre le etichette e incontrare persone con esperienze tanto diverse. Una giovane donna si è proposta come futuro “Libro vivente”.
Dal questionario è emerso un risultato importante: una lettrice del libro “Dentro la moschea” ha ammesso di aver avuto una forma di pregiudizio legata alla presenza femminile nelle moschee, preconcetto che ha abbandonato grazie a questa esperienza. Ne siamo felici.

Infine abbiamo notato che parecchi genitori, pur interessati, non hanno consultato libri perché non potevano lasciare da soli i bambini. Ne emerge un buon suggerimento per le prossime volte: organizzare attività per intrattenere i bambini, intanto che i genitori leggono il libro vivente.

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